
Banana Yoshimoto è una scrittrice interessante, figlia del poeta e critico letterario Yoshimoto Takaaki, e fa parte della nuova generazione di scrittori giapponesi.
Il suo linguaggio narrativo, poetico nella semplicità della sua scrittura, il senso di etereo e di concretezza che si fondono nella quotidianità della vita e delle azioni, riescono a comunicarmi profondità e un piccolo universo personale.
I suoi libri possono essere divertenti e di svago, ma hanno sempre riferimenti alla tradizione giapponese e contengono riflessioni sulla vita, la morte, l'amicizia, l'amore e la ragione, temi molto cari alla scrittrice, a cui piace farli percepire nelle sue opere.
Banana Yoshimoto è molto apprezzata in Italia, e quasi tutti i suoi romanzi sono pubblicati nella nostra lingua (21 opere, tra cui la sua prima, che l'ha resa famosa, "Kitchen").
Ho scoperto con sorpresa che in Francia non è la stessa cosa.
Dopo aver letto e amato "Arcobaleno", l'ho cercato in versione francese da regalare ad un'amica, considerando scontato che ci sarebbe stato tra tutti gli altri libri della stessa scrittrice.
Ebbene, ho trovato a fatica cinque titoli, e naturalmente non quello che cercavo...!
Da qui una riflessione più ampia: quanto possono essere diversi l'approccio, i gusti e le conoscenze letterarie, anche tra Paesi così vicini fisicamente e culturalmente come Italia e Francia!
Quanto può influenzare la scelta di una casa editrice di pubblicare/tradurre un autore piuttosto che un altro. Come è strano pensare che ci sono autori conosciuti unanimamente in tutta Europa e altri molto noti in un Paese e quasi sconosciuti in un altro. Come (e se) può cambiare l'approccio di un popolo verso una certa cultura se è abituato a conoscerne gli autori letterari rispetto ad uno che non ne conosce alcuno ... E come un autore molto apprezzato in un Paese può essere poco interessante in un altro!
Erica